Falso extravergine: 7 oleifici sequestrati in Puglia. Serve l'obbligo delle etichette

Sono sette gli oleifici sequestrati e oltre 25mila i litri di olio coinvolti nell'operazione che, ad opera dei carabinieri dei Nas, ha smantellato oggi un'organizzazione delinquenziale che produceva e distribuiva in Italia e all'estero olio extravergine di oliva sofisticato e contraffatto. I militari stanno eseguendo complessivamente 39 provvedimenti di custodia cautelare, dei quali 14 ai domiciliari.
L'operazione - a quanto viene reso noto - è scaturita da indagini avviate circa due anni fa. I militari hanno tra l'altro bloccato il tentativo di esportare un ingente quantitativo di olio contraffatto negli Stati Uniti e in Germania.
Una situazione che pone di nuovo come questione di attualità i controlli e le etichette. Giusto ciò che ricorda l'Unione nazionale consumatori «Per difendere l'olio extravergine di oliva italiano basta applicare senza ritardi e scappatoie il decreto 243/2007, che prevede l'indicazione obbligatoria in etichetta dell'origine delle olive utilizzate per la produzione» così ricorda l'associazione. «Nonostante questo decreto sia in vigore dal 17 gennaio 2008 - prosegue l'Unione consumatori - ancora sono troppe le confezioni di olio in commercio prive di questa indicazione. In questo modo il consumatore non può sapere se sta consumando olio fatto con olive italiane o con miscugli di olive spagnole, greche o tunisine. Le leggi italiane che riguardano il settore agroalimentare sono tra le più severe in Europa, basta però applicarle e farle rispettare. Proprio per questo conclude la nota dell'associazione - l'attività di controllo dei NAS è importante e va sostenuta, oltre che incrementata».
I provvedimenti, emessi dal Gip del Tribunale di Foggia, sono scattati dopo le indagini condotte dai Nas di Bari in tutta Italia: l'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, ha permesso di appurare e smantellare un vasto e radicato sodalizio criminale dedito alla produzione e commercializzazione nazionale ed internazionale di olio extravergine sofisticato e contraffatto. La contaminazione avveniva mediante l'uso di olio di semi di soia o di girasole, addizionati con betacarotene e clorofilla industriale. I prodotti, imbottigliati con etichette di fantasia riferite ad aziende inesistenti, venivano successivamente commercializzati sia nel mercato nazionale che estero, utilizzando falsi documenti commerciali e di trasporto per attestare l'autenticità di provenienza dell'olio. La fase conclusiva dell'operazione ha permesso: Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite nelle province di Foggia (26), Milano (5), Napoli (2), Brindisi, Campobasso, Latina, Salerno, Bari e Varese.
COLDIRETTI, STOP A TRUFFE OLIO CON ETICHETTA MADE IN ITALY
I sequestri di falso olio extravergine effettuati dai Nas confermano quindi la validità della scelta fatta dall'Italia con l'introduzione dell'obbligo di indicare la provenienza delle olive in etichetta che occorre far rispettare con decisione per evitare che quasi Ia metà dell'olio venduto sul territorio nazionale sia spacciato come Made in Italy, anche se spremuto da olive spagnole, greche e tunisine. E' quanto afferma ancvhe la Coldiretti nel commentare positivamente l'operazione dei carabinieri dei Nas che ha smascherato un traffico criminale dedito alla produzione e distribuzione nazionale ed internazionale di olio extravergine sofisticato e contraffatto.
L'operazione dei Nas conferma l'importanza di estendere i controlli sull'attuazione al decreto nazionale che prevede l'obbligo di indicare la provenienza delle olive in etichetta, a partire dal 17 gennaio 2008. Secondo una indagine della Coldiretti sono inspiegabilmente ancora troppo poche le confezioni di oli vergini ed extravergini in vendita etichettate nel rispetto della nuova normativa con il rischio concreto che vengano spacciate come made in Italy miscugli di olio spremuto da olive straniere, senza alcuna informazione per i consumatori.
Sulle confezioni di tutti gli extravergini etichettati dopo il 17 gennaio 2008 - sostiene la Coldiretti - devono infatti essere indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il frantoio in cui è stato estratto l'olio, mentre se le olive sono state prodotte in più paesi, questi devono essere tutti indicati in ordine di quantità decrescente.
Un obbligo previsto - precisa la Coldiretti - dal Decreto recante 'Norme in materia di indicazioni obbligatorie nell'etichetta dell'olio vergine ed extravergine” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale N.243 del 18 ottobre 2007. Con la stesura delle norme applicative - continua la Coldiretti - sono finiti gli alibi con la possibilità di multe fino a 9.500 euro per i trasgressori di ogni singola violazione,
L'obbligo di indicare l'origine delle olive impiegate in etichetta previsto dal decreto è - precisa la Coldiretti - un contributo alla trasparenza se si considera che si è verificato nel 2007 un aumento record di oltre il 12% degli arrivi di olio di oliva estero proveniente soprattutto da Spagna, Tunisia e Grecia, secondo i dati Istat dei primi nove mesi, mentre la produzione nazionale è stimata in calo del 15% rispetto all'anno precedente su valori di poco superiori ai 5 milioni di quintali, secondo le stime della Coldiretti
Si stima un consumo di olio di oliva pari a 14 kg a testa in Italia che - continua la Coldiretti - è il secondo produttore europeo di olio di oliva e sviluppa un fatturato di circa 2 miliardi di Euro che garantisce un impiego di manodopera per circa 50 milioni di giornate lavorative. Sono - conclude la Coldiretti - circa 250 milioni le piante di olivo in Italia, molte delle quali secolari, mentre sono 38 gli oli a denominazione di origine made in Italy riconosciuti dall'Unione europea.
ADUC, ORA DUBBI COME SU MADE IN CHINA?
«Andrà a finire che all'estero quando dovranno comprare un prodotto alimentare italiano avranno gli stessi dubbi che insorgono al momento dell'acquisto di prodotti cinesi». Lo afferma Primo Mastrantoni, segretario dell'Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori (Aduc), commentando in una nota l'operazione dei Nas relativa ad un'organizzazione delinquenziale che produceva e distribuiva, in Italia e all'estero, olio extravergine di oliva sofisticato e contraffatto. «Dopo il vino, la mozzarella, ora tocca all'olio di oliva, cioé uno dei prodotti di eccellenza, come i primi due, di cui l'Italia si vanta nel mondo" spiega Mastrantoni, secondo il quale " i carabinieri stanno facendo un'opera meritoria ma, ci chiediamo, cosa fanno le Asl che istituzionalmente e regolarmente dovrebbero controllare i prodotti alimentari?».
L'OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA MADE IN ITALY IN CIFRE
Patrimonio olivicolo nazionale: 250 milioni di piante
Produzione nazionale annata 2007/2008: 5 milioni di quintali
Posizione a livello europeo: 2° produttore Ue dopo la Spagna
Calo produzione nazionale rispetto 2005/2007: 15%
Incremento importazioni: +12 nel 2007
Consumo nazionale: 14 kg a testa
Oli extravergine d'oliva Dop/Igp: 38 Fatturato settore: 2 miliardi di euro
Impiego di manodopera: 50 milioni di giornate lavorative
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
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