Maxitruffa Olio: più controlli su rispetto etichetta d'origine
L'Italia, che ha il primato della qualità nel settore olivicolo nell'Unione Europea, ha il dovere di svolgere un ruolo di avanguardia a livello comunitario nelle norme sulla trasparenza a tutela delle imprese e dei consumatori. Una posizione che Italia a Tavola sottoscrive in toto ricordando i recenti fatti di controllo e di maxitruffe scoperte ai danni di consumatori ed operatori attenti alla qualità.
Di oggi è l'operazione della Guardia di Finanza che conferma la necessità di attivare subito i controlli sull'obbligo di indicare la provenienza delle olive in etichetta per garantire la rintracciabilità delle produzione ed evitare che venga spacciato come made in Italy olio straniero le cui importazioni sono aumentate del 25 per cento nel 2007. E' quanto ha affermato la Coldiretti in riferimento all'operazione della Guardia di Finanza denominata "Golden Oil" nel sottolineare che quasi la metà dell'olio 'italiano” venduto sul territorio nazionale è spremuto da olive di cui non si conosce la provenienza che, con l'applicazione del nuovo provvedimento, dovrà invece essere indicata in etichetta.
Il rischio di frodi dimostra - continua la Coldiretti - che occorre anche attivare i controlli negli stabilimenti per assicurare che sulle confezioni di tutti gli extravergini etichettati dopo il 17 gennaio 2008, come previsto dalla nuova normativa, siano indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il frantoio in cui è stato estratto l'olio, mentre se le olive sono state prodotte in più paesi, questi devono essere tutti indicati in ordine di quantità decrescente. Secondo una indagine della Coldiretti sono inspiegabilmente ancora troppo poche le confezioni di oli vergini ed extravergini in vendita etichettate nel rispetto della nuova normativa con il rischio concreto che vengano spacciate come Made in Italy miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine, senza alcuna informazione per i consumatori. Con la stesura delle norme applicative sono finiti gli alibi con la possibilità di multe fino a 9.500 euro per i trasgressori di ogni singola violazione, secondo il Decreto recante 'Norme in materia di indicazioni obbligatorie nell'etichetta dell'olio vergine ed extravergine” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale N.243 del 18 ottobre 2007.
L'obbligo di indicare l'origine delle olive impiegate in etichetta previsto dal decreto è - conclude la Coldiretti - un contributo alla trasparenza se si considera che si è verificato nel 2007 un aumento record del 25 per cento degli arrivi di olio di oliva estero proveniente soprattutto da Spagna, Tunisia e Grecia, secondo i dati Istat dei primi nove mesi, mentre la produzione nazionale è stimata in calo del 15 per cento rispetto all'anno precedente su valori di poco superiori ai 5 milioni di quintali, secondo le stime della Coldiretti.
L'OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA MADE IN ITALY IN CIFRE
Patrimonio olivicolo nazionale: 250 milioni di piante
Produzione nazionale annata 2007/2008: 5 milioni di quintali
Posizione a livello europeo: 2° produttore Ue dopo la Spagna
Calo produzione nazionale rispetto 2005/2007: 15%
Incremento importazioni: +25% in primi 9 mesi del 2007
Consumo nazionale: 14 kg a testa
Calo consumi: -1,2% in primi 9 mesi 2007
Oli extravergine d'oliva Dop/Igp: 38
Fatturato settore: 2 miliardi di euro
Impiego di manodopera: 50 milioni di giornate lavorative

