La soluzione tanto attesa dall'Italia sull'obbligo di etichettatura dell'olio d'oliva di alta qualità è ormai vicinissima. Il commissario europeo all'Agricoltura, Mariann Fischer Boel, dopo l'incontro a Roma con il ministro Luca Zaia, ha affermato che «sarà obbligatorio far apparire il Paese d'origine sull'etichettatura dell'olio extravergine d'oliva, quindi la maggiore garanzia di qualità».

Per quanto riguarda invece le produzioni ''inferiori'', non quelle extravergine di oliva, ha aggiunto il commissario, «sarà una scelta dei singoli Paesi far presente in etichetta l'origine. E lo stesso varrà anche per gli oli composti da miscele di oli diversi, per i quali si adotterà lo stesso meccanismo previsto per il miele». Fischer Boel ha ancora fatto presente che bisogna discutere ancora sul tema, specialmente con Paesi come la Spagna, ma si è dichiarata  molto fiduciosa.


Marini approva l'estensione dell'obbligo di etichettatura all'Ue
«L'estensione dell'obbligo, già previsto in Italia, di indicare in etichetta l'origine delle olive impiegate nell'extravergine in tutti i Paesi europei è una risposta coerente alla necessità di garantire la trasparenza alle scelte di acquisto dei consumatori comunitari e di combattere le truffe. Un'idea italiana sostenuta dalla Coldiretti che ha raccolto un milione di firme e che finalmente viene accolta anche in Europa». è quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare l'annuncio del Commissario europeo all'Agricoltura Mariann Fischer Boel di voler estendere a livello comunitario l'obbligo di etichettatura dell'olio extravergine d'oliva già in vigore in Italia dal 17 gennaio scorso grazie alla mobilitazione della Coldiretti a sostegno del Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 ottobre 2007.

«L'Italia, che detiene il primato a livello comunitario nella qualità e nella sicurezza dei prodotti alimentari, è chiamata a svolgere in Europa - ha sottolineato Marini - un ruolo di leader nelle politiche rivolte alla trasparenza del commercio e alla garanzia di salute per i consumatori. Se, a livello comunitario, occorre ora sostenere lo sforzo del Commissario all'Agricoltura per raggiungere presto l'obiettivo, a livello nazionale è necessario intensificare i controlli. A distanza di alcuni mesi dall'entrata in vigore della norma nei supermercati sono ancora troppo poche le bottiglie di extravergine correttamente etichettate in un paese dove l'importazione dall'estero per 5,5 milioni di tonnellate ha superato la produzione nazionale di circa 5 milioni di tonnellate nel 2007».

La soddisfazione del ministro Zaia e di Confagricoltura
 «Sono molto soddisfatto dell'impegno preso dalla Commissaria europea all'Agricoltura Mariann Fischer Boel a proposito della possibile estensione dell'obbligatorietà dell'etichettatura d'origine per gli oli d'oliva che ogni giorno arrivano sulle nostre tavole». Con queste parole il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia (nella foto con la Fischer) ha commentato il probabile varo, da parte dell'Ue, di un nuovo regolamento comunitario che supererebbe l'attuale normativa e garantirebbe ai 450 milioni di cittadini europei una maggiore trasparenza dell'informazione e anche una maggiore sicurezza alimentare. Una nuova normativa Ue, che recepisca quanto in Italia è già legge, ossia l'obbligatorietà dell'origine delle olive in etichetta, «sarà un forte sostegno all'agroalimentare di qualità - ha concluso il ministro Zaia - e una boccata d'ossigeno per i tanti produttori, italiani ed europei, fino ad oggi penalizzati dalla concorrenza sleale dei paesi esteri».
Confagricoltura accoglie con soddisfazione le dichiarazione del Commissario europeo all'Agricoltura Mariann Fischer Boel, in merito alla disponibilità a rivedere le norme di etichettatura europea per l'olio d'oliva, prevedendo di portare obbligatoriamente in etichetta l'origine della materia prima.
Soddisfazione anche da Confagricoltura, secondo cui «la filiera olivicola nazionale ha la voglia, la passione, la professionalità per investire e continuare sulla strada della qualità, e per contraddistinguere il proprio prodotto sui mercati comunitari e internazionali. Occorrono regole di mercato chiare, certe, uguali per tutti ed un sistema in grado di effettuare i necessari controlli e applicare le giuste sanzioni».



Articoli correlati:
Falso extravergine: 7 oleifici sequestrati in Puglia. Serve l'obbligo delle etichette
Più qualità e sicurezza per l'olio d'oliva italiano
Olio di oliva italiano: le cultivar e la classificazione per tipo di lavorazione