Chianti: Il ministero blocca le bottiglie in cantina. Così la burocrazia uccide le aziende più del Covid
Il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi denuncia: Lo slittamento dei controlli sullo stoccaggio uccide le aziende. Il nostro vino ostaggio della burocrazia
Se non sarà il Covid a uccidere le cantine e le aziende italiane, lo farà la burocrazia! Dal Chianti arriva la denuncia: il ministero blocca le bottiglie in cantina, così è il caos. La colpa? Lo slittamento dei controlli sullo stoccaggio. «Agli ingenti danni economici registrati per la chiusura dei ristoranti a causa del Covid, ora si aggiunge anche la beffa di non poter rispondere alla richieste dei compratori perché i ritardi burocratici sui controlli tengono in ostaggio le partite di vino che sono oggetto di richiesta di stoccaggio. I produttori si ritrovano, non certo per colpa loro, in una situazione grave e intollerabile, il ministero ha il dovere di risolvere al più presto questo paradosso», così Giovanni Busi presidente Consorzio Vino Chianti denuncia la situazione in cui si trovano a operare le aziende produttrici di vino. Nei mesi del lockdown, per non svendere le bottiglie, un decreto ministeriale aveva introdotto lo stoccaggio per sei mesi.

