Grappa "fai da te": perplessità anche dal Trentino
Il disegno di legge dei senatori leghisti della Commissione agricoltura di Palazzo Madama, Enrico Montani e Sergio Divina, che permetterebbe la produzione domestica di grappa, continua a suscitare perplessità e una decisa opposizione da parte dei produttori e degli Istituti regionali di tutela. Rispolverare una tradizione secolare come la produzione di grappa nei contesti agricoli familiari (ora severamente vietata) seppur con limiti e regole precise, non garantirebbe la purezza del prodotto e la salute del consumatore.
«Ci appare poco opportuno dedicare un'attenzione specifica a questa prassi in un momento in cui sarebbe meglio ragionare sul futuro delle distillerie», dice Beppe Bertagnolli dell'Istituto tutela grappa del Trentino. E ammonisce: «Distillare grappa è un processo tecnicamente delicato che non può essere improvvisato. Il settore lavora da anni per una qualità migliore del prodotto anche attraverso cospicui investimenti in ricerca».
Di fuoco anche il dibattito politico sull'iniziativa del Carroccio, mentre i dati confermano il crescente successo del distillato tutto tricolore che avrà il suo giorno di gloria nazionale il 5 ottobre con "Grapperie aperte", ormai alla quinta edizione. I turisti della grappa - un terzo sono donne - potranno visitare le distillerie, vedere gli alambicchi in piena attività, seguirne il caricamento con le vinacce fresche, la "cotta" e l'uscita del liquido a pieno grado, sotto la guida di un mastro distillatore.
Mariella Morosi
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