Tracciabilità, valorizzazione della tradizione e ricerca di nuovi consumatori. Questi, in sintesi, alcuni degli obiettivi tracciati dai responsabili dei tre maggiori consorzi toscani in occasione della settimana delle Anteprime.
 Marco Pallanti, presidente del Consorzio vino Chianti Classico , insiste ad esempio sulla tracciabilità del prodotto e ricorda come questa «è da sempre la chiave di tutela dei prodotti di qualità e noi del Consorzio stiamo da qualche tempo lavorando sul progetto 'Cerca la bottiglia”. In occasione della 15a edizione dell'Anteprima abbiamo inaugurato un nuovo servizio con l'utilizzo del cellulare. Sarà sufficiente inviare un sms al numero 366-3333603 con le informazioni della fascetta di stato del Chianti Classico per ricevere sul telefonino le informazioni relative al vino che abbiamo davanti, a cominciare dalla sua autenticità. Il servizio funziona in tutto il mondo ed è disponibile in italiano, inglese e tedesco. Nel nostro aggiornato portale abbiamo un motore di ricerca per individuare le generalità del prodotto, proprio perchè la trasparenza verso il consumatore e la garanzia contro il rischio di falsificazioni sono fattori importanti nel modo di operare del Consorzio».
Luca Gattavecchi, presidente del Consorzio del vino Nobile di Montepulciano , insiste per parte sua sulla valorizzazione del Vin santo di Montepulciano. «Il nostro Consorzio - dice - è stato tra i primi a valorizzare il Vin Santo creandogli nel 1966 un disciplinare e posso affermare con orgoglio che il Vin Santo di Montepulciano è oggi il più premiato a livello nazionale.
è un prodotto che spesso gli stessi produttori si dimenticano di valorizzare e che richiede la riscoperta di valori culturali legati alla tradizione. Gli abbinamenti del Vin Santo non sono i classici dolci secchi, anzi vorremmo brevettare un bicchiere di una forma tale che il cantuccio non possa entrare, ma i crostini di fegato e i formaggi stagionati, e ovviamente penso al pecorino. Non solo a fine pasto, ma protagonista di un modo più attuale per gustare le eccellenze del territorio. I giovani sono invece l'obiettivo di Francesco Marone Cinzano, presidente Consorzio del vino Brunello di Montalcino .
«Per un giovane è più naturale assaggiare un Rosso di Montalcino, più facile e accessibile rispetto ai prezzi del Brunello. Però per esperienza personale devo dire che, ad esempio, a Vinitaly, ho avuto modo di incontrare alcuni giovani curiosi ed interessati al Brunello. Dobbiamo favorire il loro approccio.
Non a caso quest'anno abbiamo accostato il Brunello di Montalcino alla nuova Fiat 500, diventata un cult per i giovani».

Piera Genta

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