ALTRO CHE NOMA/5
Meno personale, meno prenotazioni: così Isa Mazzocchi limita lo stress in cucina
Linguaggio, rispetto e pianificazione al posto di paura e tensione. Isa Mazzocchi racconta come si costruisce una brigata sana, perché a volte è meglio rinunciare a qualche tavolo che perdere lucidità
S
e manca personale, fermiamo le prenotazioni. Non è una provocazione, ma la prima regola non negoziabile con cui Isa Mazzocchi, nella cucina stellata de La Palta a Borgonovo Val Tidone (Pc), ha capovolto i dogmi della ristorazione contemporanea. Una scelta gestionale drastica, che mette la tutela della brigata davanti al profitto e che fa da pilastro a una rivoluzione silenziosa fondata su tre punti cardine: linguaggio, educazione, rispetto. Sembrerebbero i presupposti minimi di qualsiasi consorzio umano, eppure nel settore del fine dining suonano ancora come una rottura radicale con il passato. Con questa visione concreta, la voce di Isa Mazzocchi si unisce a quelle di professioniste che stanno smontando uno a uno i cliché della vecchia avanguardia, a maggior ragione dopo lo scandalo che ha colpito il Noma: se Tássia Magalhães ha tracciato la via per un fine dining senza ansia, Cristina Bowerman ha decostruito il mito della brigata militarizzata, Viviana Varese ha riconosciuto il ruolo equilibratore delle donne in cucina e Silvia Baracchi ha rimesso al centro l'educazione e l'armonia contro l'aggressività, la chef piacentina sposta il baricentro della discussione sulla responsabilità manageriale e sul paradosso culturale che colpisce le nuove leve.


