Fare il cameriere è un'arte per pochi. Alma prepara i futuri professionisti
Una professione poco considerata e sottovalutata quella del cameriere, che è invece un mestiere per l’alta ristorazione, da apprendere anche in scuole prestigiose per arrivare a guadagnare fino a 2mila euro al mese
Il 27 aprile partirà la prima edizione del Corso di Sala&Bar alla scuola Alma di Colorno (Parma). “E a novembre le borse di studio erano già quasi tutte esaurite – conferma Matteo Berti, uno de due direttori dell’istituto – ma sono previste altre facilitazioni di pagamento.” La presentazione del Corso, unico in Italia, è avvenuta in febbraio a Milano nel corso di Identità Golose, trasformando per la prima volta in dieci anni il palco di Paolo Marchi da cucina in ristorante con lo spettacolo “Il signore non è servito”, messo in scena dall’Associazione “Noi di Sala”, nata nel 2012 per formare personale di sala puntando all’alta qualità. «Perché è noto - dicono - che da sempre un cameriere si distingue per classe, stile e conoscenza, ma anche per semplicità, razionalità e confidenza».

Ma il cameriere è, in Italia, una figura molto sottovalutata, mentre all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, guadagna anche con le mance, offrendo, nell’haute cuisine, un servizio perfetto. Cioè non solo portare i piatti in tavola ma anche offrirne descrizioni, con consigli e suggerimenti utili. L’interesse per un mestiere tanto antico quanto da rinnovare, è in crescita, soprattutto da parte di Chef Patron e Maitre. Alma offre “una formazione orientata all’inserimento lavorativo nel mondo della ristorazione e dell’hotellerie nazionale e internazionale, che richiedono figure professionali capaci di accogliere il cliente, gestire la sala e dare valore alla cucina”.
Il corso, unico in Italia, e già sostenuto da istituzioni come Fipe e grandi realtà quali Gruppo NH Hotels, Armani Hotel Milano, Enoteca Pinchiorri, e l'associazione Aifbm, è a numero chiuso, full time, dal lunedì al venerdì, otto ore al giorno. L’iniziativa offre il modo di approfittare di una formazione completa e diventare un professionista dell’ospitalità. In un settore dove ci sono tante opportunità.
Filippo La Mantia, per esempio, nell’allestire il suo nuovo locale al posto del Gold a Milano, non riesce a trovare camerieri all’altezza; «Si sono presentati solo giovani svogliati” ha detto. E dire che il salario di partenza sarebbe di 1.300 euro al mese per arrivare a 2.000. Mica poco, di questi tempi, in cui ci si lamenta tanto del precariato». Anche il panificio Durini, nel centro del capoluogo lombardo, fatica a trovare questo tipo di personale per le sue nuove “botteghe” di ristorazione veloce. La ristorazione fuori casa è un mondo che è molto cresciuto, ma l’attenzione, negli ultimi anni, si è focalizzata solo sugli chef.

Adesso si sta arrivando ad un’ulteriore svolta. Ci sarà l’Expo, “Nutrire il pianeta”. Tutti vogliono fare impresa nella ristorazione. La gallina dalle uova d’oro e comunque un lavoro dove, se il locale è tuo, non sei alle dipendenze di nessuno e anzi puoi diventare, coadiuvato da un personale all’altezza, con un’adeguata formazione, un imprenditore di successo. Alma adesso ne offre l’opportunità.
Insomma il mondo dell’enogastronomia, proprio perché il cibo non è solo nutrimento ma anche piacere e cultura, è al centro di un vasto movimento sociale e culturale. Ma fare alta ristorazione è un’impresa. Essere creativi ci vuole talento. Fare il cameriere non ci si improvvisa più … La formazione, che Alma fornisce ad altissimo livello può rappresentare un primo passo importante. Soprattutto adesso che i giovani hanno tanta “fame” di lavoro.
foto: Alessandro Carra

Ma il cameriere è, in Italia, una figura molto sottovalutata, mentre all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, guadagna anche con le mance, offrendo, nell’haute cuisine, un servizio perfetto. Cioè non solo portare i piatti in tavola ma anche offrirne descrizioni, con consigli e suggerimenti utili. L’interesse per un mestiere tanto antico quanto da rinnovare, è in crescita, soprattutto da parte di Chef Patron e Maitre. Alma offre “una formazione orientata all’inserimento lavorativo nel mondo della ristorazione e dell’hotellerie nazionale e internazionale, che richiedono figure professionali capaci di accogliere il cliente, gestire la sala e dare valore alla cucina”.
Il corso, unico in Italia, e già sostenuto da istituzioni come Fipe e grandi realtà quali Gruppo NH Hotels, Armani Hotel Milano, Enoteca Pinchiorri, e l'associazione Aifbm, è a numero chiuso, full time, dal lunedì al venerdì, otto ore al giorno. L’iniziativa offre il modo di approfittare di una formazione completa e diventare un professionista dell’ospitalità. In un settore dove ci sono tante opportunità.
Filippo La Mantia, per esempio, nell’allestire il suo nuovo locale al posto del Gold a Milano, non riesce a trovare camerieri all’altezza; «Si sono presentati solo giovani svogliati” ha detto. E dire che il salario di partenza sarebbe di 1.300 euro al mese per arrivare a 2.000. Mica poco, di questi tempi, in cui ci si lamenta tanto del precariato». Anche il panificio Durini, nel centro del capoluogo lombardo, fatica a trovare questo tipo di personale per le sue nuove “botteghe” di ristorazione veloce. La ristorazione fuori casa è un mondo che è molto cresciuto, ma l’attenzione, negli ultimi anni, si è focalizzata solo sugli chef.

Adesso si sta arrivando ad un’ulteriore svolta. Ci sarà l’Expo, “Nutrire il pianeta”. Tutti vogliono fare impresa nella ristorazione. La gallina dalle uova d’oro e comunque un lavoro dove, se il locale è tuo, non sei alle dipendenze di nessuno e anzi puoi diventare, coadiuvato da un personale all’altezza, con un’adeguata formazione, un imprenditore di successo. Alma adesso ne offre l’opportunità.
Insomma il mondo dell’enogastronomia, proprio perché il cibo non è solo nutrimento ma anche piacere e cultura, è al centro di un vasto movimento sociale e culturale. Ma fare alta ristorazione è un’impresa. Essere creativi ci vuole talento. Fare il cameriere non ci si improvvisa più … La formazione, che Alma fornisce ad altissimo livello può rappresentare un primo passo importante. Soprattutto adesso che i giovani hanno tanta “fame” di lavoro.
foto: Alessandro Carra

