Contrastare l'abuso di alcol, soprattutto tra i giovani: si è cominciato lo scorso settembre con il decreto ministeriale che sanciva l'obbligo dell'esposizione delle tabelle per la stima del tasso alcolemico nei locali, con i gestori chiamati a disporre all'interno e all'uscita del locale in modo ben visibile le indicazioni. Dalla prevenzione si passa ora alla cura vera e propria: l'intenzione del sottosegretario con delega alle Politiche per la famiglia e al contrasto delle tossicodipendenze Carl o Giovanardi è infatti quella di fissare dei limiti alla vendita di bevande alcoliche nei locali.

«Riguardo agli abusi di alcol e droghe sto cercando di introdurre la cultura del limite. A proposito dell'alcol, riproverò in Senato, nell'ambito della discussione del decreto sicurezza, a fissare dei limiti, come ad esempio il divieto di somministrazione dell'alcol nei locali dopo le due di notte - ha affermato Giovanardi, intervenuto questa mattina alla consegna dei premi 'Amico del consumatore 2008”. Non mi hanno ancora convinto che non si possano mettere insieme un bicchiere di vino e il divertimento notturno senza che questo ci costi migliaia di morti e che il lunedì mattina si debbano contare le vittime come in un bollettino di guerra. Ci vuole un segnale culturale perché le conseguenze degli abusi sono catastrofiche. Ci vuole la repressione ma anche la cultura del limite e della prevenzione che insegni ai giovani che non tutto è possibile».

Veneto, il divieto è già in vigore
Ad anticipare i tempi sul "black out" alcolico annunciato dal sottosegretario Giovanardi è stata la Regione Veneto, dove dallo scorso aprile è entrato in vigore il divieto di somministrare, vendere e consumare bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 2 alle ore 6 antimeridiane in tutti gli esercizi commerciali, artigianali, di somministrazione di alimenti e bevande, compresi i circoli privati e gli agriturismo. La legge stabilisce che discoteche, after hours e tutti i locali notturni debbano chiudere alle 2 di notte, con possibilità di proroga alle 4 se autorizzati dai Comuni. Una decisione che non mancò di suscitare polemiche tra gli esercenti: «Educare è meglio che vietare – aveva dichiarato Erminio Alajmo, presidente provinciale dell'Appe (Associazione provinciale pubblici esercizi) di Padova, nonché presidente regionale della Fipe Veneto. L'obiettivo finale di frenare la dilagante 'cultura del bere” è condivisibile, ma non il metodo e lo strumento scelti. E poi questa legge, anziché punire chi fa effettivamente abuso di alcol, punisce le imprese del settore, prevalentemente quelle che operano di notte, come pub, paninoteche, birrerie, discoteche e sale da ballo».

 

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