Roma, i tavolini all’aperto aiutano la ripresa, ma giù i caffè al bar
Per Fiepet Confesercenti c'è una lieve ripartenza dovuta anche all’entrata in vigore delle osp emergenziali che hanno registrato un cambiamento di consumo dell’utenza, che ha preferito la convivialità all’esterno [...]
A Roma tra il 2020 e il 2021 c’è stato un aumento del 60% di incassi nel comparto ristorazione. Il merito? Le concessioni di occupazione del suolo pubblico collegate all’emergenza Covid. È quanto emerge dall’ultimo report sull’osp discusso nel corso del Consiglio straordinario della Fiepet Confesercenti sulla crisi del turismo nella Capitale. In particolare, la giunta della federazione che riunisce esercenti pubblici e turistici ha rilevato una «lieve ripartenza dovuta anche all’entrata in vigore delle osp emergenziali che hanno registrato un cambiamento delle modalità di consumo dell’utenza, che ha preferito la convivialità all’esterno».
Questo per quanto riguarda il “bicchiere mezzo pieno”. Per il resto, infatti, i dati 2021 messi a confronto con quelli del 2019, evidenziano una flessione del 28% del settore ristorativo a Roma e provincia con una perdita secca del cosiddetto «segmento bar» del 45% soltanto del consumo di caffè, «dovuto anche agli effetti della perdita del turismo di massa e del protrarsi dello smart working che ha visto ridurre le presenze in città».
Ad essere più colpito il centro storico dove è stato registrato un -15% rispetto ad altri quartieri della Capitale. Si tratta di numeri che «rispecchiano gli andamenti nazionali delle città d’arte e a tal proposito la giunta nazionale della Fiepet-Confesercenti ha chiesto interventi alle forze politiche a sostegno al comparto turismo» proprio in queste località che «a oggi risultano in Italia le più colpite».
In particolare «affinché ci possa essere un’ulteriore ripresa anche nel 2022, è necessario confermare le osp emergenziali, approvate per ora dal Parlamento solo fino al prossimo 30 giugno e su richiesta della Confesercenti. Qualora non venissero prorogate rischierebbero il posto di lavoro circa 12mila persone e chiuderebbero almeno 1.400 attività, con gravi ripercussioni su tutta la filiera, dai grossisti ai produttori fino alla logistica».
Per Claudio Pica, presidente della Fiepet–Confesercenti Roma e Lazio, come riporta il Corriere «è perciò necessario non disperdere quanto costruito fino ad oggi. Chiediamo al sindaco Gualtieri e agli assessori al Commercio e al Turismo Lucarelli e Onorato di prorogare le occupazioni di suolo di pubblico emergenziali fino al prossimo dicembre 2022. Sarebbe un provvedimento di buon senso a sostegno delle pmi romane e per migliaia di famiglie, altrimenti saremmo di fronte a una bomba sociale. Auspichiamo anche - conclude Pica - che vi sia un confronto sulle osp fra l’amministrazione capitolina, la Sovrintendenza statale e quella comunale al fine di determinare un nuovo regolamento che possa fissare nuovi criteri per le osp sul territorio della Capitale».

