Quando ha aperto nell’autunno del 2025, Il Mansio era stato raccontato come una curiosità: la prima locanda contemporanea con cucina completamente vegetale sul Lago di Garda. A distanza di qualche mese, però, il progetto merita una lettura diversa: è un caso virtuoso di ospitalità verticale, con un’identità molto precisa e senza compromessi.

La reception de Il Mansio
La reception de Il Mansio

Un piccolo hotel che prova a cambiare il racconto del vegan

La struttura si trova a Desenzano del Garda (Bs), nella frazione di Rivoltella del Garda, in un edificio storico ai piedi della torre medievale di re Desiderio. Qui la famiglia Mori ha recuperato un immobile che per decenni era stato la sede di una falegnameria trasformandolo in un boutique hotel adults only con sei camere, ristorante da 28 coperti, spa privata, cocktail bar e servizi pensati anche per chi arriva sul Garda in bicicletta.

Valentina Mori, titolare e manager de Il Mansio
Valentina Mori, titolare e manager de Il Mansio

E, aspetto non irrilevante, con tanto di garage per ogni camera. Il numero delle camere dice già molto del progetto: non c’è stata una crescita dimensionale, ma un controllo dell’esperienza. Pochi ospiti, grande attenzione ai dettagli, un’ospitalità che è più simile a una casa raffinata che a un hotel tradizionale.

Valentina Mori

«Non volevamo aprire semplicemente un hotel vegano. L'obiettivo era costruire un luogo capace di dimostrare che sostenibilità, accoglienza e lusso possono convivere senza compromessi. Al Mansio ogni scelta, dall'architettura alla cucina, nasce dalla volontà di offrire un'esperienza autentica, elegante e consapevole. Il nostro desiderio è che gli ospiti tornino a casa con una prospettiva diversa sul benessere, sull'ospitalità e sul territorio del Garda».

Valentina Mori Titolare e manager de Il Mansio

Quando il vegan passa da slogan a base del progetto

La vera particolarità del Mansio non è soltanto la cucina vegetale. È il fatto che l’intero progetto è costruito attorno a questa filosofia. Camere, prodotti di accoglienza, materiali, amenities, spa e proposta gastronomica seguono lo stesso principio.In Italia non è ancora così frequente trovare un hotel che declini il vegan come filosofia complessiva dell’esperienza, soprattutto in una fascia di ospitalità medio-alta. Spesso il tema resta confinato alla ristorazione o a una scelta di menu. Qui invece è diventa l’anima del progetto; dalla colazione alla cena, passando per la scelta plastic free.

Il lavoro di recupero architettonico di Pelizzari Studio ha contribuito a rafforzare questo file rouge dell’hotel. Materiali naturali, parquet in rovere spazzolato, tessuti biologici, marmi importanti e un progetto illuminotecnico decisamente avanzato danno vita ad un ambiente dove il vegan non appare come rinuncia ma come lusso discreto e consapevole.

La Spa de Il Mansio
La Spa de Il Mansio

Le sei camere - tutte diverse tra loro - sono progettate con arredi su misura, terrazze private o affacci sul lago, bagni in marmo e una grande attenzione al comfort del sonno, con materassi e topper artigianali realizzati in Italia.

La cucina vegetale di Veronica lora

Il banco di prova più interessante è ovviamente la cucina dove regna Veronica Lora, 28 anni, con un percorso nelle cucine fine dining e un’esperienza internazionale in Australia prima di dedicarsi completamente alla gastronomia plant-based. Il suo approccio non è ideologico o, come spesso avviene in locali vegani, quasi scontato. I piatti sono comprensibili anche ai non fan del veganesimo esasperato. La proposta è assolutamente gourmet e piacevole per tutti. Non si scimmiotta la ricerca di piatti “simil carne”, ma si punta su originalità e gusto, anche a scapito di estetiche spesso forzate e assolutamente inutili.

Il ristorante de Il Mansio
Il ristorante de Il Mansio

Il menu include pasta fresca fatta in casa, tempeh di piselli e mandorle, tofu di semi di zucca autoprodotto e dessert pensati per mantenere la pienezza dei classici italiani, pur senza uova o latticini. Tra i piatti più riconoscibili c’è lo zabaione al Recioto di Soave con sbrisolona mantovana e un omaggio a Gualtiero Marchesi: tagliolino freddo con olio del Garda al limone e caviale di alghe (assolutamente da non poerdere).

I tavoli esterni de Il Mansio
I tavoli esterni de Il Mansio

Il ristorante, con 28 coperti, lavora su una dimensione volutamente raccolta che permette alla cucina di restare precisa e artigianale. Un servizio veloce e precise, con tanto di spiegazioni precise, senza retorica ma attente alla sostanza, rendono davvero piacevole la cena.

When designing for a Workshop and Urza’s land mana base, creature considerations can vary from the standard 4-drops to even as high as something like the 9 mana Colossus of Sardia. The payoff for assembling the UrzaTron (Power Plant + Mine + Tower) is 7 repeatable mana per turn, so casting bigger creatures is more rewarding. But the presence of Strip Mine makes this a questionable – and fair – gambit that you must consider. To make the deck more aggressive and consistent I like to plan in the middle somewhere, with a bunch of 4 to 6 casting cost cards. This can make for explosive hands with Workshop, while still giving you a decent payoff should you assemble the UrzaTron, even in the face of one or more Strip Mines.\

La cantina: equilibrio tra scoperta e certezza

A curare la carta dei vini è il maitre e sommelier Andrea Bresciani, che ha selezionato oltre cento etichette tra vini vegani certificati e referenze di produttori che lavorano senza coadiuvanti di origine animale. Il focus resta sull’Italia, con un’attenzione particolare al Garda, alla Lombardia e al Veneto, ma non mancano incursioni francesi, in particolare Champagne e bianchi di pregio. 

Un dettaglio della sala de Il Mansio
Un dettaglio della sala de Il Mansio

La cantina è pensata come un dialogo tra due anime: da un lato, le etichette di cantine storiche che offrono garanzia e continuità; dall’altro, i vini di piccoli produttori che portano novità e curiosità. Tutto è selezionato per accompagnare la cucina vegetale del Mansio, esaltandone la freschezza e l’equilibrio. A completare la proposta, anche vini dealcolati e botanical wines, fermentati d’uva con botaniche pregiate, pensati per chi cerca un’esperienza gastronomica completa anche senza alcol.

Un modello piccolo ma molto chiaro

Nel panorama del Lago di Garda, dominato da resort, grandi alberghi e ristorazione turistica molto ampia, Il Mansio rappresenta una scelta controcorrente. Numeri piccoli, identità forte, promessa precisa. Sei camere, una spa privata per due persone, un cocktail bar con signature drink legati al territorio e un ristorante vegetale: il progetto non cerca di fare tutto, ma di fare bene una cosa sola. Una coerenza che sta alla base della direzione affidata a Valentina Mori, che dell'intero progetto è anima e motore.

La torre longobarda
La torre longobarda

Questo lo rende interessante anche dal punto di vista del mercato. Il vegan, in Italia, è spesso percepito come una nicchia militante o come una proposta alternativa. Il Mansio prova invece a inserirlo dentro l’hospitality contemporanea come esperienza premium, capace di parlare anche a chi non segue un’alimentazione vegetale. Il modello sembra funzionare molto bene e c’è da aspettarsi un consolidamento nel tempo. Dimostrare che il plant-based può uscire dal recinto della curiosità gastronomica e diventare parte di una nuova idea di accoglienza, è una scommessa in gran parre già vinta.

Alla base della nostra filosofia c’è un impegno totale per il benessere e il rispetto dell’ambiente. Siamo una locanda vegan a 360°, il che significa che ogni aspetto del nostro operato è pensato per essere in armonia con questo principio. Dalla cucina, che offre piatti raffinati e completamente vegetali, alla struttura stessa dell’edificio, fino ai prodotti utilizzati per accogliere gli ospiti. Ogni dettaglio è attentamente selezionato per riflettere il nostro impegno verso una vita sostenibile e consapevole e per assicurare il benessere dei nostri ospiti.

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Via Castello Rivoltella 8 25015 Desenzano del Garda (BS) Italia
Barca e Bollicine

Barca e Bollicine

Un’uscita gourmet in barca per scoprire scorci e angoli del nostro amato Lago di Garda, che possono essere ammirati solo da una prospettiva diversa da quella che solitamente si vive a piedi o in macchina.

Lasciatevi condurre da uno skipper che vi racconterà piccole curiosità e aneddoti, mostrandovi città, isolette storiche e residenze di palazzi d’epoca incastonati all’interno del Lago di Garda.

Rendiamo il tutto più magico con un aperitivo, studiato dal nostro chef e rigorosamente vegan, che potrai gustare mentre ti lasci cullare dalla dolcezza del lago, ammirando panorami mozzafiato.

Vino, olio e storia

Vino, olio e storia

Ti portiamo alla scoperta dell’origine dei vini locali: un viaggio tra la passione e l’impegno che le aziende gardesane dedicano alla produzione del loro prezioso vino.

Un tour che si apre con la visita dei vigneti, per poi procedere attraverso i vari metodi di lavorazione e conservazione del vino, fino al prodotto finito.

Naso e palato saranno poi protagonisti, nella degustazione di vini e oli locali, per concludere al meglio il viaggio con una raffinata esperienza sensoriale, dove ogni sorso racconta la storia del territorio e del suo autentico sapore.

Golf Experience

Golf Experience

Immergiti in una vera esperienza golfistica esplorando i campi più prestigiosi della zona, tutti situati a breve distanza. L’Arzaga Golf Club, con il suo design accattivante e le sue sfide strategiche, è un must per ogni golfista. Il Chervò Golf, famoso per le sue strutture moderne e il paesaggio incantevole, offre un ambiente esclusivo per una giornata di gioco. Infine, il Garda Golf, con le sue buche scenografiche e un percorso immerso nella natura, rappresenta una tappa imperdibile per gli amanti del golf. Ogni campo offre un’opportunità unica di perfezionare la tua tecnica mentre ti godi le bellezze del Lago.

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