I magnifici 6 di Hans Terzer. Le novità di Cantina san Michele
Dal Pinot bianco a quello nero, dal Sauvignon al Riesling, la cantina altoatesina presenta alcuni dei suoi vini di punta oggi sul mercato. Tradizioni ed evoluzione all'insegna di uno stile che ha fatto scuola
L’obiettivo di quest’anno è quello di raggiungere il fatturato del 2019 e confermare il suo ruolo di leader per il mondo del vino altopatesino. E per farlo la Cantina di San Michele non può contare che sulla qualità dei suoi vini che ormai da decenni segnano l’evoluzione di tutto il territorio. Ed è su questa impostazione che Hans Terzer, l’enologo della cantina, ha presentato alcune delle novità oggi sul mercato, simbolo a un tempo della tradizione e delle continue novità della cantina. Tutti vini molto individuabili in uno stile che è quello di San Michele, ma anche quello più generale di molte cantine che ne seguono il percorso. Una degustazione che in qualche modo sostituisce la mancata presentazione al Vinitaly.
Pinot Bianco Schulthauser 2020 (il primo vino di Terzer)
E proprio a interpretare questo ruolo di punta da sempre all’avanguardia, ma ben ancorato ai valori del territorio, non si può non partire dal Pinot Bianco Schulthauser 2020, di fatto il primo vino curato da Hans Terzer a partire dal 1982. Un tempo basato su produzioni elevate, oggi invece selezionato e frutto di una lavorazione e per lo più in acciaio e in minima parte in botti grandi (dove si svolge la malolattica) per renderlo armonico e valorizzarne i profumi di meleto. Il 2020 presentato è ovviamente un vino troppo giovane per dare il meglio di sé, ma la mineralità e l'acidità ne fanno immaginare un’evoluzione importante e di grande interesse.
Riesling Montiggl 2020 (la "novità")
Il secondo vino presentato è invece la “novità” del maestro Terzer e della cantina. Dopo le prime prove di vinificazione negli anni ’90, oggi si fanno 80milal bottiglie di Riesling che non è propriamente un vitigno tipico, tanto che con 12ettari la cantina è il “più grande” produttore della provincia. Si tratta di un vino beverino e piacevole in cui l’uso di acciaio ne esalta proprio la freschezza.Sauvignon Sanct Valentin 2020 (il più famoso)
Col Sauvignon (linea Sact Valentin) entriamo al piano nobile della produzione della cantina. È un vino dalla spiccata mineralità e acidità, affinato in legno vecchio e con attenzione particolare a valorizzare aromi e persistenza. Da più di 20 anni si lavorano le uve attentamente selezionate in piccoli vigneti ai piedi della Mendola e il risultato è sempre, e lo si conferma anche quest’anno, un grande vino, orgoglio della cantina, nonché il uno dei vini bianchi più premiati d’Italia.Chardonnay Sanct Valentin 2019 (l'altro grande)
Dal 1986 questo vino è nella linea alta di Sanct Valentin e per importanza si affianca al Sauvignon. Equilibrio e acidità giustamente sono ben mixati e questo Chardonnay si avvantaggia di una elevata capacità di invecchiamento, assicurata da un sapiente uso del legno (gradualmente si è passati dalle barrique a tonneaux) che dopo 11-12 mesi cede il posto ad un affinamento per altri 8-9 mesi in tini di acciaio. Resta ai primi posti per premi ricevuti.


