Fermare temporaneamente la crescita del vigneto italiano per avviare una riflessione strutturata sul futuro del comparto. È questa la proposta approvata oggi dall'Unione italiana vini (Uiv) nel corso del Consiglio nazionale svoltosi all'azienda agricola Rocca a Leverano, in provincia di Lecce. L'iniziativa consiste in una moratoria di un anno sulle nuove autorizzazioni all'impianto, bloccando l'allargamento dell'1% del vigneto nazionale, corrispondente a circa 6.500 ettari.

Uiv frena sull'espansione dei vigneti: chiesto un anno di stop ai nuovi impianti
La Uiv propone uno stop di un anno alle nuove autorizzazioni d’impianto

Uiv: stop all'impianto di nuovi vigneti

Secondo il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, la misura rappresenta uno strumento utile per contenere temporaneamente il potenziale produttivo nazionale, a patto che sia accompagnata da un percorso di riforma. «Uiv ritiene utile questa misura transitoria, volta a contenere il potenziale viticolo, a patto che si avvii contestualmente una riforma sul potenziale vinicolo – ha dichiarato Frescobaldi – così come sui quantitativi delle rese previste nei disciplinari e per i vini comuni. Il contesto di mercato ci impone senso di responsabilità e politiche di revisione. L'Italia è attualmente l'unico grande Paese produttore al mondo con una crescita della superficie vitata, a fronte di una domanda globale in calo del 10% negli ultimi cinque anni».

Uiv frena sull'espansione dei vigneti: chiesto un anno di stop ai nuovi impianti
Lamberto Frescobaldi, presidente Uiv

Il segretario generale di Uiv, Paolo Castelletti, ha evidenziato che lo stop permetterebbe di recuperare tempo utile per un confronto operativo e trasparente con tutti gli attori del sistema.
«Lo stop di un anno alle autorizzazioni all'impianto consentirebbe il tempo tecnico per avviare un momento di confronto e revisione – ha spiegato – a partire dall'introduzione di nuovi criteri di priorità, che dovrebbero valorizzare le aree collinari, montane e quelle che dimostrano performance di mercato. Sarebbe anche l'occasione per fare chiarezza sui dati reali: sappiamo quanto viene assegnato, ma non quanto viene effettivamente impiantato, specialmente per i reimpianti».

Uiv frena sull'espansione dei vigneti: chiesto un anno di stop ai nuovi impianti
Paolo Castelletti, segretario generale Uiv

Secondo Castelletti, non si può più attendere una riforma “dall'alto”, ma è necessario che i territori, le aziende e i Consorzi di tutela intervengano in prima persona, con approcci razionali e orientati alla sostenibilità economica. «È ora di riportare il vino sul pianeta terra, se vogliamo vincere la sfida della competitività e garantire ai viticoltori il giusto compenso» ha concluso.

Vino, giacenze stimate a livelli record

Secondo le stime dell'Osservatorio Uiv, entro la fine dell'attuale campagna viticola (31 luglio 2025), le giacenze di vino e mosto si attesteranno fra i 42 e i 44 milioni di ettolitri: l'equivalente di un'intera vendemmia. Un dato che conferma la necessità di ripensare la programmazione produttiva, evitando squilibri che rischiano di compromettere la redditività delle aziende vitivinicole.