Il dietrofront di Figliuolo sui vaccini: sì alle dosi in vacanza. Ma serviranno?
Il commissario straordinario all'emergenza ha aperto alla possibilità di ricevere la seconda dose in ferie: «Uno spot più che una necessità». Intanto, alcune Regioni e territori si sono portati avanti
Vaccini in vacanza: sì o no? «Ho appena scritto la risposta, è positiva», ha affermato il commissario straordinario all’emergenza Covid, il generale Francesco Figliuolo ai microfoni di Radio24. Sembra così profilarsi una soluzione positiva su un tema decisivo per la ripresa del traffico turistico e sul quale nei giorni scorsi dal ministro al Turismo, Massimo Garavaglia ai vari presidenti di Regione c’era stata parecchia confusione. Con ricadute negative sulle capacità di organizzazione e programmazione di clienti e strutture alberghiere che puntano a recuperare almeno un terzo dei 27 miliardi persi dal settore a causa della pandemia.
Figliuolo: «Vaccini in vacanza più uno spot che una necessità»
«L’ipotesi dei vaccini in vacanza è più uno spot che una necessità, già siamo organizzati per i lavoratori non residenti o chi si sposta in altra regione per lungo tempo, poi c’è flessibilità sulla seconda dose per scaglionarla», ha affermato Figliuolo a Radio24 addolcendo la linea di fermezza fin qui mantenuta e ribadita non più tardi di cinque giorni fa sulle colonne di Repubblica. In fondo, come già scritto su Italia a Tavola, siamo all’ultimo miglio di questo sacrificio generale e farsi, come da calendario, il vaccino vicino a casa sarebbe la cosa più logica e rispettosa di tutti. Anche a costo di spostare le ferie a settembre (cosa che peraltro aiuterebbe a decongestionare le settimane centrali di agosto prese d’assalto dai turisti). Ma la realtà racconta di vacanzieri che fanno i calcoli sulla data del primo appuntamento e quella dell’eventuale richiamo per non bruciarsi le vacanze. E di territori, come il Piemonte e la Liguria, che già si sono mossi in autonomia per concedere il richiamo ai residenti che si troveranno in vacanza in una regione diversa da quella di residenza.Insomma, nessuna rivoluzione copernicana sul tema ma una presa d'atto della situazione. Soprattutto a livello di campagna vaccinale. Perché, come ha ricordato il generale Figliuolo, «per questa settimana il target è fare una media di 550mila vaccini al giorno, dalla prossima gradualmente faremo oltre. Aumentare si può ma è subordinato all’afflusso dei vaccini». E dunque, ribadiamolo, la migliore soluzione è quella di concentrarsi su sistemi già oliati (e comunque non esenti da intoppi e ritardi) piuttosto che disperdere le energie e ingolfare alcune destinazioni (vaccinali) piuttosto che altre: «Ci organizzeremo e faremo gli opportuni bilanciamenti logistici delle dosi. Dal punto di vista dei flussi informativi le procedure sono già state limate, ora le Regioni le dovranno mettere in pratica», ha sottolineato Figliuolo.

