
L'Europa attende il green pass. Ma bisogna risolvere le ultime criticità
Il certificato verde per viaggiare entra in vigore in Europa l'1 luglio. Ma non mancano i problemi da risolvere per il suo utilizzo. Dal numero di somministrazioni richiesto al caso dei tifosi inglesi a Roma. Il rischio è che, dopo una lunga attesa, il sistema si trasformi in un boomerang per il turismo
30 giugno 2021 alle ore 16:36
Manca un giorno all'introduzione del green pass europeo, l'1 luglio, eppure i dettagli da sistemare non mancano. Dopo una lunga gestazione, infatti, il certificato che permette ai cittadini dei 27 Paesi membri dell'Unione Europea di muoversi con maggiore agio (soprattutto in vista del turismo estivo) e senza dover sottostare alla quarantena all'arrivo presenta alcune piccole falle. Dalla privacy alla gestione delle vaccinazioni eterologhe, passando per il caso dei tifosi di calcio inglesi che vorrebbero raggiungere Roma per tifare la propria nazionale in vista del quarto di finale degli Europei di calcio i nodi su cui intervenire non mancano.
Per viaggiare all'estero meglio aver concluso il ciclo vaccinale (a meno che non sia eterologo)
Innanzitutto, la questione delle dosi di vaccino. Informazione essenziale che viene veicolata attraverso il green pass. Nel Qr code che accompagna ogni certificato verde è possibile "leggere" lo stato di immunizzazione dei viaggiatori. In Italia, basta attendere 15 giorni dalla prima dose per ottenere il lasciapassare. Ma non è così in tutti i Paesi. E nemmeno per l'Unione Europea che, a fine maggio, aveva invitato tutti gli Stati membri ad allinearsi allo stesso principio: consegna del green pass solo alla fine del ciclo vaccinale. Una regola che richia di far saltare i programmi delle ferie a molti vacanzieri.Problema che potrebbe presentarsi anche ai soggetti che sono stati sottoposti a una vaccinazione eterologa dopo l'abbandono del richiamo con AstraZeneca. Da più parti, infatti, arrivano segnalazioni di dinieghi a varcare i confini degli Stati membri dell'Unione Europea a chi ha ricevuto due sieri diversi. Il motivo? Sostanzialmente, il sistema pare non aver registrato la prima dose già ricevuta derubricando il richiamo effettuato alla prima somministrazione. Casi simili, infine, si riportano anche per le persone che hanno ricevuto il vaccino monodose. La speranza è che si tratti solo di un mancato aggiornamento che dovrebbe risolversi dall'1 luglio in poi.
Rischio frodi via Whatsapp
A questa complicazione si aggiunge anche l'allarme lanciato dalla Polizia di Stato il 29 giugno: «Negli ultimi giorni numerosi utenti stanno segnalando la ricezione tramite Whatsapp del seguente messaggio: "In questo link puoi scaricare il certificato verde Green Pass Covid-19 che ti permette liberamente di muoverti in tutta Italia senza mascherina". Cliccando sul link, l’ignaro utente viene catapultato su una finta pagina istituzionale con numerosi loghi simili agli originali. Proseguendo nella navigazione sul sito, all’utente viene richiesto di inserire i propri dati personali e/o bancari con l’obiettivo di utilizzarli fraudolentemente». Insomma, una truffa bella e buona.Le (nuove) richieste dell'Europa
Non sorprende dunque, che da Bruxelles sia arrivato un ulteriore invito agli Stati membri di velocizzare l'allineamento al framework europeo. I commissari europei Didier Reynders (Giustizia), Thierry Breton (Mercato interno) e Stella Kyriakides (Salute) hanno scritto alle diverse capitali affinché, entro l'1 luglio, si applichino le raccomandazioni europee. Ad oggi, sono Cipro, Ungheria, Malta, Irlanda, Paesi Bassi, Romania e Svezia i Paesi che ancora non hanno attivato il collegamento con il sistema digitale europeo.Al di là della garanzia di libertà di movimento ai cittadini guariti o che abbiano completato il ciclo vaccinale, c'è anche la richiesta di estendere l'utilizzo del certificato all'accesso a eventi, manifestazioni, concerti, feste e - addirittura - ristoranti. Quest'ultima, peraltro, è una delle tesi sostenute fin da subito da Italia a Tavola. Mentre, in via generale, il nostro Paese sembra già avanti in quanto richiede il green pass nazionale per l'accesso ai matrimoni, alle fiere e ai congressi. E, prossimamente, anche per andare in discoteca.


