La crisi dei giovani "svogliati" e dipendenti dai redditi di cittadinanza vari non è generalizzata. Esiste, ma non è cosa di tutti. Uno dei motivi per guardare al futuro con fiducia, almeno per quanto riguarda il mondo della ristorazione, è la costituzione dei primi due gruppi regionali di giovani imprenditori Fipe, in Campania e Veneto.

Matteo Musacci In Veneto e Campania nascono i gruppi regionali Fipe
Matteo Musacci

 

«Segna un passaggio importante per la nostra federazione - dichiara Matteo Musacci, presidente gruppo Giovani Fipe-Confcommercio - che, in questo modo, certifica la grande attenzione nei confronti dei giovani ristoratori, una risorsa fondamentale per condurre il comparto fuori dalla crisi generata dalla pandemia».

 

Un modo di agire innovativo

E quando si parla di affidarsi ai giovani e contare su di loro non significa solo farne una questione di età anagrafica, ma di capacità di cogliere le esigenze attuali. Lo dimostrano subito Giuseppe Russo e Alessandro Lago, rispettivamente alla guida dei Gruppi Giovani Imprenditori Fipe-Confcommercio in Campania e in Veneto: «Quest’anno e mezzo - hanno commentato - così pieno di difficoltà ci ha confermato la necessità di fare rete per uscire da situazioni complicate. Avere la possibilità di parlare direttamente ai giovani imprenditori di un territorio facilita in maniera significativa il lavoro di assistenza di cui molte imprese hanno bisogno per far fronte ai grandi cambiamenti che la pandemia ha imposto al settore. La creazione di gruppi regionali consentirà di migliorare i percorsi di formazione per puntare a una decisa transizione verso digitalizzazione e sostenibilità».

 

 

«Si tratta di un primo passo importante - conclude Musacci - speriamo di replicare quanto prima questo format per creare reti anche in tutte le altre regioni d’Italia. Siamo certi che i nostri giovani imprenditori sapranno fare sistema per cogliere al meglio le difficili sfide che il futuro ci mette davanti».