Vendita diretta e farmer markets: la soluzione al carovita secondo Zaia e Coldiretti
«Per difendere i nostri consumatori, propongo di portarli direttamente nelle aziende agricole, per accorciare i passaggi della filiera». Questa la proposta del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia (nella foto), sul problema del rincaro prezzi.
«I farmer market, i mercatini gestiti direttamente dagli imprenditori agricoli, possono costituire una grande risposta alla speculazione - ha continuato Zaia. Il latte viene pagato in azienda 0,40 centesimi al litro e venduto alla grande distribuzione a 1,70 o 1,80 euro. Possiamo dimostrare che il prezzo potrebbe essere
inferiore se fosse venduto direttamente alla spina, come si fa in Veneto dove ci sono oltre 100 distributori che vendono il latte a 0,80 centesimi al litro. Ho appena chiesto ai grandi produttori di dare ospitalità ai distributori di latte alla spina nei parcheggi dei supermercati e dei grandi punti vendita. Un'altra proposta riguarda i supermercati: potrebbero vendere alcuni prodotti low cost, in pacchi formato famiglia. Ma si deve trattare di prodotti italiani per difendere la nostra produzione di qualità».
Sulle possibili cause del caro prezzi, il ministro ha poi spiegato che «molto è colpa dell'Europa, che ha sbagliato programmazione. I cittadini non sanno che mancano due milioni di tonnellate di latte, mezzo milione di carne, mancano i cereali. I Paesi in via di sviluppo chiedono più alimenti, la Fao ha dichiarato che per risolvere i problemi della fame nel mondo bisognerebbe raddoppiare la produzione agricola».
Zaia ha inoltre presentato il servizio Sms consumatori, un'iniziativa del ministero in collaborazione con alcune associazioni dei Consumatori (Federconsumatori, Adoc, Adusbef, Codacons, Acu, Adiconsum, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino) per conoscere in tempo reale offre informazioni in tempo reale i prezzi medi all'origine, all'ingrosso e al dettaglio di 84 prodotti di prima necessità, come frutta, ortaggi, latte e latticini, carne, pesce. «Da settembre – ha continuato il ministro - sarà possibile ottenere la lista dei farmers markets e dei distributori di latte alla spina più vicini a casa propria».
Al servizio può accedere chiunque, basta inviare un sms al numero unico per tutti i gestori telefonici 47947, con il solo nome del prodotto d'interesse.
Alla fine il ministro è anche intervenuto sui rapporti dell'Italia con l'Unione europea. «Il problema non è di orientamento ma di negoziazione - ha detto. Siamo uno dei tre Stati membri più importanti: non possiamo subire una politica comunitaria che non tenga conto della nostra vocazione agricola. Abbiamo la necessità di salvare il nostro modello agricolo e di difendere le nostre produzioni con i dazi.
Un'altra domanda ha riguardato infine la difesa dei prodotti agroalimentari di qualità. «Abbiamo fatto un grande investimento per le denominazioni - ha concluso il ministro. Ne abbiamo oltre 500 solo per i vini e siamo il primo Stato produttore al mondo con 49 milioni di ettolitri. Ma soprattutto abbiamo la necessità di difendere le nostre denominazioni fino in fondo, insegnando ai nostri consumatori ad acquistare prodotti di stagione e del territorio».
La posizione della Coldiretti
Dal calo dell'euro nei confronti del dollaro potrebbe venire un ulteriore alibi all'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari per effetto delle materie prime importate come il grano che sono quotate nella moneta statunitense al pari del petrolio. è quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che occorre investire sul made in Italy nelle campagne e sugli scaffali dei supermercati per ridurre la dipendenza dall'estero in un momento di grande instabilità dell'economia mondiale.
L'Italia non dipende dall'estero solo per l'energia ma importa oltre il 40% del grano tenero e duro necessario per la produzione di pane e pasta, nonostante
l'aumento consistente della produzione nazionale grazie all'impegno degli agricoltori italiani che hanno colto le opportunità della riforma della Politica agricola europea. Peraltro l'andamento dell'euro potrebbe anche vanificare la tendenza al ribasso delle quotazioni del petrolio con effetti sul costo di trasporto degli alimenti oltre che sulle tariffe energetiche. Un nuovo dazio di tipo economico derivato dall'aumento dei costi dei trasporti e dei servizi a essi connessi che solo per il grano importato dal Canada ha raggiunto i 20 dollari al quintale.
«Le prospettive a livello internazionale evidenziano la necessità per l'Europa e l'Italia - sottolinea il presidente della Coldiretti Sergio Marini (nella foto) - di investire sull'agricoltura e aumentare ulteriormente la produzione nazionale e comunitaria, ma anche di garantirsi una propria riserva strategica di prodotti alimentari di base per stabilizzare il mercato interno e assicurare gli approvvigionamenti al giusto prezzo per imprese e consumatori».
«Grazie alla riforma della Politica agricola europea in Italia di fronte all'emergenza internazionale si è verificata immediatamente una crescita del raccolto del 25% per il duro e del 13% per il tenero. Ma ancora non basta e a livello comunitario è necessario - continua Marini - proseguire e qualificare il percorso iniziato con la riforma della Politica agricola comune per non aggravare il problema dell'approvvigionamento alimentare dell'Europa in un momento in cui molti paesi produttori stanno chiudendo le frontiere con limitazioni alle esportazioni.
«Lo stesso aumento del costo del petrolio - sottolinea Marini - ha fatto esplodere il costo dei trasporti e messo in discussione il principio base della globalizzazione in base al quale si consumano i prodotti realizzati dove costa meno. Oggi è necessario sviluppare la produzione vicino ai luoghi di consumo per motivi economici e ambientali sia nei paesi poveri che in quelli ricchi».
Obiettivo accorciare la filiera
La Coldiretti sta lavorando ad un progetto per semplificare e razionalizzare la filiera per rispondere alle esigenze degli agricoltori e nell'interesse dei consumatori che richiede la fattiva e necessaria partecipazione del sistema della trasformazione artigianale e industriale e della piccola e grande distribuzione. «Vogliamo affrontare l'emergenza inflazione - precisa il presidente della Coldiretti - con un piano che vede il coinvolgimento, oltre che delle imprese agricole, del sistema dei consorzi agrari (Assocap), dai quali passa oltre il 40% dei mezzi tecnici, lo stoccaggio e la trasformazione dei prodotti, di CoopColdiretti (sono 1.300 ad oggi le cooperative socie di Coldiretti) e del sistema dei farmers market». «Il nostro progetto, che intendiamo presentare al Governo nei prossimi mesi - conclude Sergio Marini – vuole essere l'impegno concreto di Coldiretti per il rilancio dei consumi e il contenimento dell'inflazione legata all'alimentare nel nostro Paese».
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