Aria nuova nella ristorazione. Alajmo chiama a raccolta tutti
Eppur si muove. Anche se può apparire un po' pretenzioso, ci piace scomodare Galileo (che si occupava delle uniche stelle che contano davvero...) per segnalare con soddisfazione che ai piani alti della ristorazione italiana sta accadendo qualcosa di interessante.
Dopo lo schiaffo morale di Gualtiero Marchesi al sistema dei giudizi della Michelin e delle guide (che non rendono il giusto merito alla Cucina professionale italiana) e dopo l'appello di 'Italia a Tavola” con la lettera aperta al ministro della Cultura Sandro Bondi per una tutela dei valori culturali della ristorazione, sembra prendere piedi l'ipotesi di quella sorta di Stati Generali della categoria che da anni andiamo sollecitando per avviare una strategia capace di dare il giusto valore (anche politico) a operatori che sono da sempre in prima linea nella tutela e nella valorizzazione del Made in Italy a Tavola e per l'Italian style nel mondo.
A farsi promotore di un'iniziativa autonoma, che ci vede attenti e interessanti condividendo praticamente tutte le motivazioni, è Raffaele Alajmo, direttore di sala de Le Calandre (dove il fratello Massimiliano è uno dei troppo pochi 3 stelle Michelin in Italia), che per il 22 settembre ha invitato alcune delle maggiori associazioni del settore a una sorta di tavola rotonda per fissare alcune iniziative su cui trovare unità d'azione nel settore. Dai Piatti del Buon Ricordo ai Giovani Ristoratori, da Eurotoques alla Uir, dall'Udirtà a Le Soste, dall'Orpi alla Fipe, un po' tutti i rappresentanti delle diverse sigle che 'pensano” di rappresentare al meglio la ristorazione e la Cucina professionale sono chiamati a un confronto da cui deve scaturire, messe al bando concorrenze o rivalità, più rappresentativà (e dignità) alla categoria e alla Cucina italiana.
Un appuntamento a cui farà seguito quello del 5 ottobre con il convegno di Alma su 'Lo stile italiano in cucina: testimonianze di successo nel mondo” che a distanza di pochi giorni dal primo evento potrebbe costituire una verifica sul campo (vista la presenza del ministro dell'Agricoltura Luca Zaia) di come il Governo intenda, o meno, tutelare sul serio un settore che in Francia o in Spagna rientra nelle politiche strategiche nazionali.
Da noi invece, pur in presenza di interessanti novità (dal decisionismo di Zaia agli impegni di Bondi, fino alla recente introduzione della detrazione dell'Iva sui conti di ristoranti e hotel), resta tanto pressapochismo. Pensiamo allo sperpero dei fondi regionali per la promozione del turismo, recentemente denunciato da 'Il Giornale”, o alle butade estive del sottosegretario alla Sanità Francesca Martini che vuole fare tutelare dall'Unesco la dieta Padana 'in alternativa” a quella Mediterranea...
Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net
Dopo lo schiaffo morale di Gualtiero Marchesi al sistema dei giudizi della Michelin e delle guide (che non rendono il giusto merito alla Cucina professionale italiana) e dopo l'appello di 'Italia a Tavola” con la lettera aperta al ministro della Cultura Sandro Bondi per una tutela dei valori culturali della ristorazione, sembra prendere piedi l'ipotesi di quella sorta di Stati Generali della categoria che da anni andiamo sollecitando per avviare una strategia capace di dare il giusto valore (anche politico) a operatori che sono da sempre in prima linea nella tutela e nella valorizzazione del Made in Italy a Tavola e per l'Italian style nel mondo.
A farsi promotore di un'iniziativa autonoma, che ci vede attenti e interessanti condividendo praticamente tutte le motivazioni, è Raffaele Alajmo, direttore di sala de Le Calandre (dove il fratello Massimiliano è uno dei troppo pochi 3 stelle Michelin in Italia), che per il 22 settembre ha invitato alcune delle maggiori associazioni del settore a una sorta di tavola rotonda per fissare alcune iniziative su cui trovare unità d'azione nel settore. Dai Piatti del Buon Ricordo ai Giovani Ristoratori, da Eurotoques alla Uir, dall'Udirtà a Le Soste, dall'Orpi alla Fipe, un po' tutti i rappresentanti delle diverse sigle che 'pensano” di rappresentare al meglio la ristorazione e la Cucina professionale sono chiamati a un confronto da cui deve scaturire, messe al bando concorrenze o rivalità, più rappresentativà (e dignità) alla categoria e alla Cucina italiana.
Un appuntamento a cui farà seguito quello del 5 ottobre con il convegno di Alma su 'Lo stile italiano in cucina: testimonianze di successo nel mondo” che a distanza di pochi giorni dal primo evento potrebbe costituire una verifica sul campo (vista la presenza del ministro dell'Agricoltura Luca Zaia) di come il Governo intenda, o meno, tutelare sul serio un settore che in Francia o in Spagna rientra nelle politiche strategiche nazionali.
Da noi invece, pur in presenza di interessanti novità (dal decisionismo di Zaia agli impegni di Bondi, fino alla recente introduzione della detrazione dell'Iva sui conti di ristoranti e hotel), resta tanto pressapochismo. Pensiamo allo sperpero dei fondi regionali per la promozione del turismo, recentemente denunciato da 'Il Giornale”, o alle butade estive del sottosegretario alla Sanità Francesca Martini che vuole fare tutelare dall'Unesco la dieta Padana 'in alternativa” a quella Mediterranea...
Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net


