Sequestrati a Palermo dai vigili urbani 420 chili di prodotti alimentari surgelati provenienti dalla Cina. Si tratta di pesci di vario taglio alcuni dei quali non identificabili, vongole, granchi, uova di seppia, tagli di carne di manzo, montone, cervo, alghe secche, pane cotto a vapore con scadenza alterata, 200 uova di anatra, lingue di anatra, fave, frutti come il paws o banano del nord, e ancora lumache, armadillo e "tofu", cagliatura del latte di soia. La merce ha un valore complessivo di 10.000 euro.
Gli agenti del Nucleo antifrodi della polizia municipale hanno operato nella "Chinatown" palermitana di via Lincoln, dove sono stati controllati numerosi esercizi commerciali gestiti da cin esi. Da un primo esame della filiera di provenienza, è stato accertato che i cibi, acquistati a Prato da una ditta di import-export, venivano trasportati a Palermo con mezzi non refrigerati, interrompendo di fatto la catena del freddo. «Sono in corso - ha detto il comandante dei vigili, Nunzio Purpura - diversi filoni d'indagine per accertare se il negozio rifornisse anche i ristoranti cinesi della città. Occorre stare attenti perché i cibi mal conservati possono mettere in pericolo la salute pubblica».

Non solo cibo…
Sono state, inoltre, rinvenute in un negozio di via Di Rudinì numerose schede telefoniche Tim già intestate a ventiquattro cittadini romeni residenti a Ladispoli, sottoscrittori degli abbonamenti. Gli investigatori adesso accerteranno eventuali furti di identità a danno di ignari clienti della società telefonica. Il sequestro è stato eseguito su disposizione del magistrato Cristina Von Borries e il titolare dell'esercizio commerciale, un cittadino cinese di 31 anni, è stato denunciato per frode in commercio e sofisticazione alimentare.
Infine, nell'ambito della stessa indagine è stato identificato un grosso capannone di via Ugo La Malfa dove su una superficie di circa 1.200 metri quadrati erano stoccati circa 6.000 metri cubi di merci, tra cui articoli per la prima infanzia, peluche e giocattoli oltre a ombrelli, casalinghi, centinaia di scatole di batterie mini stilo, luminarie e lampade a basso consumo energetico. I giocattoli nei prossimi giorni, saranno sottoposti a esami per accertarne l'eventuale tossicità, mentre quasi tutti gli altri prodotti recavano il marchio Ce visibilmente contraffatto. Le merci, provenienti dalla regione cinese dello Yiwu City Jiang, erano accompagnate da certificazioni di autenticità per le quali si sta accertando la legittima provenienza. La titolare del magazzino, una cinese di 46 anni residente a Palermo, è stata denunciata all'autorità giudiziaria.

Fonte: Agi 


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