Si tratta di un pomodoro ma quando matura la sua buccia assume una colorazione viola tendente al nero, grazie alla presenza degli antociani, pigmenti che si trovano in alcuni vegetali, come l'uva nera e i mirtilli. Gli antociani sono potenti antiossidanti, utili a contrastare la formazione dei radicali liberi e, quindi, a rallentare il processo di invecchiamento. "Sun black", come è stato ribattezzato questo "pomodoro nero", che però conserva una polpa di colore rosso e che mantiene inalterato il sapore, è un supernutriente e può quindi garantire benefici alla salute. Si tratta del risultato di una ricerca che non ha fatto ricorso a tecnologie Ogm, nella consapevolezza che tali alimenti non incontrano, al momento, il favore dei consumatori italiani. Il "sun black" e' stato concepito nell'ambito del progetto interuniversitario "Tom - Anto", finanziato dal ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e coordinato dal professor Pierdomenico Perata, ordinario di fisiologia vegetale alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Al progetto partecipano le universita' di Pisa (referenti scientifici il dottor. Fernando Malorgio e il professor Alberto Pardossi), Modena e Reggio Emilia (referente scientifico e' il professor Nicola Pecchioni) e della Tuscia di Viterbo (referente scientifico è il professor Andrea Mazzucato).

Il "sun black" unisce in un unico alimento le componenti nutrizionali di più frutti. Il team di ricercatori è partito da una constatazione: che l'aspettativa di vita e' aumentata grazie anche all'aggiunta, in alimentazione, di molecole capaci di prevenire le malattie e di migliorare la qualità del metabolismo, rallentando l'accumulo di radicali liberi.  Il risultato ottenuto  rappresenta un'ulteriore conferma della vitalità della ricerca condotta in Italia: con circa 150mila euro è stato infatti possibile un risultato che potrebbe modificare in maniera significativa l'alimentazione umana. Per il progetto si confermano due obiettivi: uno propedeutico rispetto alla ricerca agroalimentare e a un possibile ingresso del "sun black" nel circuito commerciale; il secondo sta nello studio dei geni coinvolti con il processo di produzione di antociani per migliorare ulteriormente, senza ricorso a ogm che non incontrerebbero l'approvazione dell'opinione pubblica, la componente nutrizionale degli alimenti.

fonte AGI